Il bivio della Lega

Umberto Bossi si trova a gestire una situazione particolare, che lo vede all’opposizione in solitudine, almeno per ora, contro un governo che non ha mandato popolare e, come ha detto ieri col suo stile colorito, “fa schifo”. Nell’immediato può sembrare una posizione comoda, che consente di ricucire tra un partito sfilacciato e una base sfiduciata, lucrando sull’inevitabile impopolarità dei provvedimenti che saranno adottati.
8 AGO 20
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Umberto Bossi si trova a gestire una situazione particolare, che lo vede all’opposizione in solitudine, almeno per ora, contro un governo che non ha mandato popolare e, come ha detto ieri col suo stile colorito, “fa schifo”. Nell’immediato può sembrare una posizione comoda, che consente di ricucire tra un partito sfilacciato e una base sfiduciata, lucrando sull’inevitabile impopolarità dei provvedimenti che saranno adottati. Ma, soprattutto se la sua previsione di una durata breve dell’esecutivo si realizzerà, Bossi si troverà presto di nuovo di fronte a quei problemi di linea e di scelta delle alleanze che ora sembra facile eludere. Ritirarsi nei propri territori, riaprire il “Parlamento del nord” va bene per ricompattare il partito. Ma il modo in cui verrà esercitata l’opposizione può influire sulla prospettiva politica futura.

La Lega può rifluire in una sorta di “antagonismo”,
speculare a quello della Cgil, o riprendere il carattere di motore riformista che ha caratterizzato i suoi momenti migliori. Una pura e semplice battaglia redistributiva, a favore del nord produttivo, ha scarsa possibilità di superare il livello della propaganda. Invece avanzare, anche attraverso la protesta, un’alternativa basata su una trasformazione istituzionale che investa non solo l’Italia ma l’Europa (antico nemico, nella sua forma finanziaria e “burocratica”), puntando a superare gli squilibri e le inefficienze dei due sistemi, è assai più impegnativo, ma consentirebbe alla Lega un ruolo rivolto al futuro. Su una prospettiva riformista, di federalismo interno ed europeo, la Lega potrà misurare le alleanze possibili, che siano il recupero di quella tradizionale, o differenti.